Essere freelance o lavorare da freelance?

Essere freelance o lavorare da freelance?

Vivere da freelance non vuol dire solo scegliere un modo di lavorare, ma anche un modo di vivere. Complice l’avanzare della tecnologia che ha reso il telelavoro una realtà sempre più diffusa, negli ultimi anni si sono aperti spazi immensi per una serie di professionalità che possono essere sperimentate dai lavoratori autonomi. Dai traduttori agli sviluppatori, passando per i data analyst e i web designer, senza dimenticare i grafici e i copywriter, il mondo digitale permette sempre più spesso di svolgere mansioni retribuite senza essere costretti a vincolarsi a un’azienda.

E sul web esistono addirittura delle piattaforme, come RemoteOk o Upwork, che favoriscono e incoraggiano la ricerca di lavori di questo genere. Non è un caso, allora, se si prevede che sia negli Stati Uniti che in Europa tra cinque anni i lavoratori freelance saranno addirittura il 50% del totale. Forse sarà una conseguenza della crisi, ma certo non possono essere sottovalutati i tanti vantaggi che una condizione simile offre: a cominciare dalla possibilità di scegliere – seppur entro certi limiti – dove e quando lavorare. A casa propria, per esempio, ma anche in uno spazio di coworking. Anche questo è un modo per sentirsi liberi: organizzare il lavoro in funzione della propria vita e non la propria vita in funzione del lavoro.